Il mondo piange Charlie Watts, batterista leggenda dei Rolling Stones

Watts aveva compiuto 80 anni. L’omaggio di Paul McCartney, Patti Smith e tanti altri alla sua scomparsa

Per quasi 60 anni è stato un pilastro dei Rolling Stones, chiamato a dare ritmo alla leggendaria band britannica con la sua batteria. Charlie Watts si è spento in un ospedale di Londra dove era stato ricoverato nelle scorse settimane per un intervento chirurgico e dove è morto oggi a 80 anni e due mesi.

“Per una volta sono andato fuori tempo”, aveva provato a scherzare in un ultimo comunicato diffuso ad agosto per la rinuncia alle 13 tappe del primo tour americano post Covid della band, l’ennesimo di una storia di cui era stato parte sin dalla fondazione nel 1962. Un comunicato da cui trapelava ottimismo malgrado il riposo assoluto: “Sto lavorando duramente per tornare completamente in forma, ma oggi, su raccomandazione degli esperti, ho accettato il fatto che questo richiederà un po’ di tempo”.

A dare l’annuncio fatale è stato oggi il portavoce ufficiale degli Stones, Bernard Doherty, in una nota su carta con il noto simbolo della band, la linguaccia. “E’ con immensa tristezza che annunciamo la morte del nostro amato Charlie Watts. Charlie è stato un marito, un padre e un nonno adorato; e, come membro dei Rolling Stones, uno dei più grandi batteristi del suo tempo. Chiediamo gentilmente di rispettare in questo momento difficile la privacy dei suoi familiari , della band, dei suoi amici più stretti”.

L’immagine scelta da Keith Richards per omaggiare il compianto compagno di band non potrebbe essere più azzeccata e emblematica. La sua morte segna un prima e un dopo per il mondo del rock che oggi piange il suo più composto, riservato ed essenziale batterista.

In tanti rimpiangono la scomparsa di Watts, dalla musica alla cultura fino alla politica, e non solo nel Regno Unito. Tra le tante reazioni di cordoglio spiccano quelle di Elton John (“Charlie Watts è stato il batterista sommo, il più elegante degli uomini e un amico brillante”) o dello scrittore Irvine Welsh (“Riposa in pace Charlie Watts…saldo come una roccia in un contesto che avrebbe potuto corrompere la più delicata delle anime”). O ancora del Beatle superstite per eccellenza, Paul McCartney che in un videomessaggio lo definisce maestro della batteria e “grande rocker”, amico e “bella persona”, e anche il suo collega Ringo Starr, che lo saluta così: “Dio ti benedica Charlie, ci mancherai. Pace e amore alla tua famiglia, Ringo”.

Tutti i colleghi lo ricordano: da Nile Rodgers degli Chic, che lo definisce uno «smooth brother», a Joan Jett delle Runaways che ne magnifica lo stile: «suonava il necessario non una battuta in più non una in meno. Unico», e poi Mick Jagger, i Who.